top
logo


Lungo l’asse culturale BRINDISI -ISTANBUL si celebrerà la

2a

15-30 Ottobre 2013

 

Presidente BRAU2:

Emeritus Prof. Theodossios Tassios

 

La Biennale di Restauro Architettonico ed Urbano

è un evento culturale internazionale ed interdisciplinare promosso dal

CICOP – Italia

www.cicop.it

http://brau.cicop.it This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Fax: +39.0763.610242/+39.055.205599

Tutte le informazioni, in continuo aggiornamento, sulla 2° BRAU si trovano al seguente link:

http://goo.gl/maps/1u6k8

 

Perché la Biennale

Si concretizza un luogo istituzionalizzato di verifica e confronto permanente che, su scala internazionale, è dedicato alle più varie sperimentazioni progettuali nell’ambito della conoscenza, della valorizzazione e del restauro architettonico, nonché della riorganizzazione della città esistente.

Tuttora manca una simile struttura. La Biennale consente, pertanto, un’esposizione ragionata sugli interventi effettuati od in corso, affrontando tematiche di natura culturale e di definizione teorica, come anche aspetti relativi all’uso delle tecnologie più innovative ed alla valutazione delle valenze e delle caratteristiche residue del patrimonio architettonico.

Un ulteriore tema, altrettanto importante, è quello relativo alla riqualificazione e re-invenzione degli spazi architettonici ed urbani, in un’ottica legata alle più diverse peculiarità regionali e ad un uso corretto delle risorse locali, nell’ambito delle correnti politiche di mercato.

 

Impostazione tecnico-culturale

Il progetto della Biennale scaturisce da una attenta analisi di tutti gli aspetti (culturali, sociali, economici e tecnici) che condizionano l’attuazione del “Progetto dell’Esistente” e che talvolta ostacolano un corretto scambio fra idee ed intervento, scambio fondamentale per favorire strategie di intervento capaci di governare in modo integrato i processi conservativi e trasformativi, tutelare valori, risorse e documenti, e corrispondendo alle principali esigenze ed aspettative inerenti il patrimonio architettonico ed urbano.

Questa prima Biennale, prevede una impostazione ed articolazione tecnico-culturale che gravita attorno agli aspetti gestionali, tecnologici e finanziari, con modalità altamente interdisciplinari.

Appare importante anche il carattere di continuità del Progetto Biennale, che consentirà di realizzare un luogo di confronto e di aggiornamento permanente e su scala internazionale, ad oggi non presente ne’ in Italia ne’ all’estero.

Aree tematiche della  Biennale

A. Progetti di manutenzione permanente di piccole città.

I rapidi cambiamenti nello scenario socio-economico europeo e le trasformazioni demografiche e geografiche incrementano oggi la discrepanza tra lo sviluppo delle attività umane e l’ambiente “costruito”, dando luogo a differenti politiche di intervento, dipendenti essenzialmente dalle realtà economiche di ciascun paese.

Tutte le problematiche che investono la complessità di tali processi trovano modalità e campi di sperimentazione da attuare senza soluzione di continuità, in modo particolare nelle piccole città che hanno interesse a creare sistemi di “manutenzione permanente” del patrimonio edilizio locale.

Nel prendere atto di queste necessità preminenti, si rende necessario uno sforzo maggiore di confronto e discussione su scala internazionale, in riferimento a questo specifico ambito tematico.

B. Interventi di riqualificazione globale di Complessi Monumentali.

Gli interventi su patrimonio costituito dai Complessi Monumentali, sono da sempre oggetto di contrastanti logiche ed interessi. Tra questi, le esigenze di adeguamento, anche solo parziale, ai nuovi standard di benessere ambientale e di sicurezza (sismici, impiantistici, antincendio, ecc…) che contrastano con le necessità della conservazione degli involucri e delle strutture; oppure l’acceso dibattito circa l’uso appropriato delle tecnologie avanzate e/o la riproposizione delle tecnologie del passato.

Le soluzioni a queste e ad altre problematiche irrisolte potranno scaturire solo dal confronto diretto su scala internazionale affrontato e analizzando tutti gli aspetti che condizionano il processo decisionale.

C. Strategie per la riappropriazione degli edifici dimessi ubicati nei centri urbani ed extra-urbani; archeologia industriale.

Con riferimento alla crescente domanda edificatoria ed alle trasformazioni demografiche ed infrastrutturali dei centri abitati, è divenuta sostanziale la ricerca di una strategia globale di riutilizzo degli edifici monumentali o delle costruzioni industriali dismesse (cinema, teatri, edilizia per l’artigianato e l’industria, caserme, ecc…), basata sulla lettura attenta ed interdisciplinare dei processi modificativi dell’ambiente costruito.

Solo attraverso un ricco scenario di idee e di relazioni, come quello offerto da un evento biennale internazionale su queste tematiche, si ritiene possano emergere strategie di “riappropriazione” basate su approcci interdisciplinari, privilegiando risorse e valori.

D. Interventi sul patrimonio edilizio moderno.

I criteri di intervento sugli edifici rappresentativi dell’architettura del Novecento, vengono da sempre stabiliti sulla base di normative discutibili se non del tutto mancanti, lasciando perciò grande spazio all’iniziativa privata ed alla libera interpretazione.

Nessuno immaginava, inoltre, di dover tutt’ora utilizzare gli edifici in cemento armato realizzati subito dopo la seconda guerra mondiale, la cui durata si immaginava non dovesse essere per un periodo superiore a venti anni; la grande ricostruzione post bellica degli anni cinquanta veniva infatti intrapresa nella convinzione che “presto si sarebbe potuto rifare tutto meglio e con tecnologie più moderne”.

Questi edifici, perciò, oggi, richiedono “cure” attraverso consolidamento e restauro strutturale, miglioramenti estetici ed adeguamenti impiantistici che vanno regolamentati attentamente, in relazione alle risorse finanziarie e tecnologiche di ciascun paese. Un confronto su scala internazionale delle potenzialità residue di tali fabbricati (sicurezza, valori estetici, valori tecnologici, ecc…) potrà suggerire politiche di intervento volte al risanamento degli stessi edifici, in modo sostenibile per  le economie locale.

Lo sforzo differenziato che viene posto nei diversi paesi (quelli con scarse risorse e quelli più avanzati) per prolungare la durata della “vita” di questi edifici, può far comprendere la vastità di suggerimenti e soluzioni che possono scaturire da un ragionato confronto esteso su scala internazionale.

 

 

Discorso tenuto in occasione della Cerimonia di Chiusura della BRAU1

presso il Rettorato dell’Università di Firenze

di Nina Avramidou (Chiarperson BRAU1 - Presidente Confederazione CICOP.Net)

Al termine della prima Biennale del Restauro Architettonico ed Urbano, come considerazioni finali, si deve ricordare il lungo percorso culturale e organizzativo durato quasi 10 anni e che si conclude oggi con grandi aspettative per il futuro, un cammino che porta verso la Fondazione BRAU ed ha già prodotto i dati di base per costituire l’Archivio Informatizzato della stessa, come previsto dallo statuto del Progetto Biennale

In questo lungo percorso ci hanno affiancato tanti illustri Colleghi, alcuni dei quali oggi ci onorano con  loro presenza in questa cerimonia di chiusura e tantissimi giovani che hanno tutti contribuito in modo determinante al risultato conseguito con la prima edizione della BRAU: duecento opere e progetti di Restauro esposti in 3.000 mq di spazi espositivi allestiti in diversi edifici di pregio, situati in vari centri storici localizzati lungo l’asse culturale Orvieto-Firenze; spazi carichi di storia e di emozioni vissute dagli abitanti, tra cui l’Ex Convento di San Francesco e di San Giovanni ad Orvieto, le cantine Storiche di Montepulciano, l’ex Convento di Santa Verdiana di Firenze, il Palazzo dei Sette e l’ex Chiesa di San Rocco, ad Orvieto.

Le opere di restauro esposte sono state attentamente selezionate dal Comitato Internazionale della BRAU1 e dal Direttivo del CICOP.Italia tra le quattro tematiche che costituiscono la struttura del Progetto BRAU:

A. Progetti di manutenzione permanente di piccole città.

B. Interventi di riqualificazione globale di Complessi Monumentali.

C. Strategie per la riappropriazione degli edifici dimessi ubicati nei centri urbani

ed extra-urbani.

D. Interventi sul patrimonio edilizio moderno, archeologia industriale.


L’ottica espositiva degli elaborati presentati ha privilegiato e, quindi, evidenziato i Valori prevalenti del Contesto Percettivo-Estetico e di quello Tecnologico, partendo da un’attenta considerazione del rapporto dell’opera analizzata rispetto al Contesto territoriale ed urbano, che puntualizza i concetti della tutela consapevole e di una valorizzazione compatibile.

Da questa sistematica lettura dei temi considerati, emerge un ricco e variegato scenario di idee e relazioni che, riteniamo, contribuirà alla messa a punto di strategie di “riappropriazione” del patrimonio architettonico basate su approcci interdisciplinari, che privilegino le Risorse ed i Valori.

Il Progetto BRAU nasce negli anni novanta, a seguito dei Colloqui Internazionali di Orvieto organizzati dal CICOP-Italia, ai quali hanno partecipato illustri studiosi, specialisti in diversi settori disciplinari inerenti la conservazione del patrimonio architettonico: la  prof.ssa arch. Carla Giuseppina Romby (Italia), i compianti prof. arch. Augusto Boggiano e l’ing. Alvaro Garcia Messeguer (Spagna), il prof. ing. Milos Drdacky (Repubblica Ceca),  l’arch. George Sideris (Grecia), la prof.ssa Mary Comerio (USA) e molti altri ancora, che hanno tutti contribuito a mettere a fuoco l’esigenza di una sede istituzionalizzata per il confronto su scala internazionale degli interventi di Restauro, ponendo così le basi del Progetto BRAU; questo è stato successivamente presentato, discusso ed approvato dalla Federazione CICOP, fondata ufficialmente nel 1994 a Mar de Plata (Argentina) dai centri CICOP di Italia, Spagna, Argentina e Cuba.

Al successo di questa prima edizione della BRAU, hanno contribuito in modo determinante personalità italiane e straniere operanti nelle massime organizzazioni internazionali nei settori oggetto di approfondimento della Biennale, cui vanno i più sentiti ringraziamenti per il loro sostegno culturale; in particolare, si vuole esprimere piena gratitudine al prof. Mounir Bouchenaki  (Direttore Generale dell’ICCROM) e presidente onorario di BRAU1, e al prof. ing. arch. Maurizio Di Stefano (Presidente ICOMOS Italia)  con i quali c’è stato un costruttivo dibattito e dai quali si è ottenuto il consenso per l’organizzazione della 2a Edizione della BRAU, che si svolgerà tra l’Italia e l’area dei Balcani e avrà come impostazione culturale, i concetti della Migrazione e del Multiculturalismo.

Perchè la Migrazione? Il multiculturalismo con il quale la 2 a edizione della BRAU si rapporterà, implica la necessità di considerare le ricadute dell’intercultura sul patrimonio costruito, derivanti dai fenomeni migratori; si innesca, quindi, un processo di estensione dei confini di democrazia attraverso una cultura della partecipazione, basata sul riconoscimento delle reciproche differenze, nel campo intellettuale e materico.

Perché nei Balcani? la storia dei Balcani è caratterizzata da un mosaico di etnie ed intrecci sociali fin dal III sec a.C.; la creazione continua di tali intrecci tra persone e culture, provenienti da contesti geografici lontani e molto diversi tra loro nell’area mediterranea, ha dato vita nel corso dei secoli al medioevo islamico e al rinascimento europeo, con i quali oggi ci si confronta costantemente nell’esaminare i diversi processi di intervento sul patrimonio costruito.

A queste scelte non si è pervenuti casualmente. Tale valutazione è stata suggerita e rafforzata dalla preziosa esperienza maturata in 17 anni di attività svolta dal CICOP.Italia nell’ambito della Federazione omonima, sviluppata in gran parte attorno agli scambi interculturali tra l’Italia, i paesi ibero-ispanici ed il sud America. Di particolare fascino sono stati gli studi svolti nelle isole Canarie, a Tenerife, Lanzarote, Las Palmas Gran Canaria e poi in Assunción (Paraguay), Havana (Cuba) sulle testimonianze architettoniche e gli intrecci culturali derivati dai flussi migratori dei colonizzatori europei che si recavano nel Nuovo Continente tra la fine del XV ed inizio del XVI secolo.

Parallelamente, negli ultimi dieci anni, il CICOP.Italia ha promosso e realizzato quattro congressi internazionali nell’ambito dei rischi sul patrimonio costruito e sui possibili rimedi, di cui tre in Grecia ed uno, il più recente, in Bosnia ed Erzegovina, che hanno rafforzato gli scambi e i legami culturali con i paesi dell’area balcanica ed, in particolare, con la Serbia, la Slovenia, il Montenegro, l’Albania e la Turchia; inoltre, alla luce della nuova geografia di questa regione geografica, tali iniziative internazionali hanno concentrato l’attenzione dell’Associazione sulla salvaguardia dell’immenso patrimonio condiviso (partagé) di quest’area. “Save a piece of History” era il titolo di una campagna di sensibilizzazione lanciata dal CICOP.Italia circa il patrimonio coloniale del Dodecaneso, costruito nel periodo 1912-1943.

L’ambito culturale prescelto per la 2a Biennale sul Restauro Architettonico ed Urbano si colloca lungo l’asse BRINDISI-ISTANBUL e coincide con l’intervento infrastrutturale denominato Nuova Via Egnatia, di recentemente attuazione da parte della UE (inaugurazione nel 2011), che ripercorre l’antica via omonima, millenaria direttrice di comunicazione in direzione E-O tra il basso Adriatico e l‘Egeo settentrionale, che i Romani avevano realizzato sin dalla seconda metà del II sec. a. C. e che terminava a Costantinopoli.

Asse culturale BRAU2

Asse culturale BRAU2


L’asse culturale prescelto per la BRAU2 coinvolge vari paesi dei Balcani appartenenti a due reti multinodali, detti “corridoi” di comunicazione e di trasporto di merci e persone, previsti dalla UE, che connettono i paesi dell’Europa centrale con quelli dell’Est e del bacino del Mediterraneo.

Più precisamente, il corridoio V e il corridoio VIII.

Migrazione e multiculturalismo


Per quanto riguarda il tragitto della Nuova Via Egnatia, essa interessa i paesi dei Balcani localizzandosi, peraltro, leggermente più a nord rispetto all’antica opera dell’ingegno romano.

Questi percorsi o vie di comunicazione attualmente ripetono, sostanzialmente immutati, le  antiche direttrici, considerando anche che - caduto il Muro di Berlino -  si sono risolte tutte le problematiche politiche che fino a pochi anni fa, in ambito europeo, impedivano la libera circolazione di mezzi e persone.

Di fatto, viene sostanzialmente ricostituito l’antico sistema delle strade romane, reinterpretate in funzione delle caratteristiche socio-economiche vigenti nei paesi che le ospitano. L’Europa, insomma, non s’è inventata nulla e nelle sue terre sud-orientali s’è limitata, sapientemente, a replicare in chiave moderna, l’antico genio geopolitico ed urbanistico dei romani, di duemila anni addietro. Il cammino che è possibile percorrere oggi, lungo la Nuova Via Egnatia, collega Brindisi (Italia) ad Igoumenitsa (Grecia) dopo aver oltrepassato un tratto del mar Ionio, continuando con un percorso di grande fascino paesaggistico e archeologico, attraverso i monti dell’Epiro ed, in particolare, Ioannina.

 

Brindisi Istanbul

Cerimonia di Apertura: 15  Ottobre 2013 - Cerimonia di Chiusura: 30 Ottobre 2013.

 

Le diverse manifestazioni previste lungo l’asse culturale vedranno come luogo iniziale la città di Brindisi e termineranno ad Istanbul; altre esposizioni ed eventi collaterali coinvolgeranno i paesi Balcanici che affiancano l’asse culturale della BRAU2 e avranno luogo principalmente in Grecia, Bulgaria, Macedonia, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, paesi in cui operano sedi CICOP che, insieme alle sedi di Italia, Spagna e Portogallo, attualmente afferiscono anch’esse alla Confederazione CICOP.Netwok.

La BRAU2 intende rivolgersi anche ai paesi nord africani attigui ai Balcani, per l’apporto culturale che, attraverso la migrazione secolare, proviene da quest’area del mediterraneo.

 

NEWS

The first World Culture Forum was held in Bali, Indonesia between 23-27 November, 2013

Initiated by the President of the Republic of Indonesia H.E Mr. Susilo Bambang Yudhoyono and organised by the Indonesian government, the first World Culture Forum (WCF) was held in Bali, Indonesia between 23-27 November, 2013.

Read more...

How to join the

International Organizing Committee (COIn)

for the 2nd Biennale of Restoration BRAU2

Invitation addressed
to the members of the
Confederation CICOP Net
and colleagues interested in participating
in the event actively

Deadline: 31/01/2013

Read more...

___________________________

5th International Conference

on Hazards and Modern

Heritage

 

SARAJEVO APRIL 22-24 2013

 

CONFERENCE THEME:

Modern heritage

between

upgrading and preservation

Risks and Remedies

Read more...

___________________________

2nd Specialty International

Conference

 

OSTUNI MAY 10-12 2013

 

CONFERENCE THEME:

Monumental cemeteries

Knoledge, conservation

and restyling

Read more...

 


 

OLD NEWS

 


 

Viaggio di studio

"Save a piece of history"

a RODI, Grecia

::::::::::::::::::::::::::::::

Costruzioni in muratura mista

al cemento armato realizzate

in epoca fascista

___________________________

 

Construction

of earth made ​​of masonry

with seismic problems

::::::::::::::::::::::::::::::

Process of Rehabilitation

and strengthening

of earth constructions

with seismic concerns

 

Introduce Nina Avramidou

Santa Verdiana

Facoltà di Architettura di Firenze

TRANSLATE

English French Italian Spanish

bottom

Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates movie stars Valid XHTML and CSS.